Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi per Arredo Urbano

Accade sempre più frequentemente di sentir nominare i Criteri Ambientali Minimi, noti anche con la semplice abbreviazione CAM. Sotto questo termine vengono raggruppati i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto delle disponibilità di mercato. Dal punto di vista della giurisdizione, il contenuto e l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi sono regolati dall’ art. 18 della L. 221/2015 e dall’ art. 34 del D. Lgs. 50/2016 “Codice degli appalti”, successivamente modificato dal D.lgs 56/2017. Per ogni settore esistono dei Criteri Ambientali Minimi specifici e nel nostro caso è quello approvato con DM 5 febbraio 2015, pubblicato in G.U. n. 50 del 2 marzo 2015 dell’ARREDO URBANO: “Acquisto di articoli per l’arredo urbano”.

Qual è lo scopo dell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi?

Le norme di cui si parla al paragrafo precedente hanno reso obbligatoria l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per tutte le stazioni appaltanti, perciò, per il momento, i principali interessati sono le pubbliche amministrazioni. Nel focus dei Criteri Ambientali Minimi sta l’economia circolare delle risorse. L’intenzione è quella di motivare all’acquisto verde, favorendo in questa maniera lo sviluppo di tecnologie e prodotti dal basso impatto ambientale e riducendo al contempo il consumo di materie prime grazie al utilizzo dei rifiuti come risorsa.

Materiale e trattamenti non conformi ai Criteri Ambientali Minimi

Nel DM del 5 febbraio 2015 riguardante l’Arredo Urbano viene citato un elenco di sostanze classificate come estremamente preoccupanti dagli art. 57 e 59, paragrafo 1 del Regolamento 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che non devono, neppure nella minima soluzione, trovarsi nei componenti degli arredi, nelle attrezzature ludiche e nella pavimentazione anti trauma destinati ai parchi giochi.

Nello specifico i prodotti per trattamenti superficiali non devono contenere le sostanze o le miscele classificate o classificabili con le seguenti indicazioni di pericolo:

H300 Letale se ingerito;

H301 Tossico se ingerito;

H304 Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie;

H310 Letale a contatto con la pelle;

H311 Tossico a contatto con la pelle;

H330 Letale se inalato;

H331 Tossico se inalato;

H340 Può provocare alterazioni genetiche (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun'altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H341 Sospettato di provocare alterazioni genetiche (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun’altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H350 Può provocare il cancro (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun'altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H350i Può provocare il cancro se inalato

H351 Sospettato di provocare il cancro (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun'altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H360F Può nuocere alla fertilità

H360D Può nuocere al feto

H360FD Può nuocere alla fertilità. Può nuocere al feto

H360Fd Può nuocere alla fertilità. Sospettato di nuocere al feto

H360Df Può nuocere al feto. Sospettato di nuocere alla fertilità

H361f Sospettato di nuocere alla fertilità

H361d Sospettato di nuocere al feto

H361fd Sospettato di nuocere alla fertilità Sospettato di nuocere al feto

H370 Provoca danni agli organi (o indicare tutti gli organi interessati, se noti) (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun’altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H371 Può provocare danni agli organi (o indicare tutti gli organi interessati, se noti) (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun’altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H372 Provoca danni agli organi (o indicare tutti gli organi interessati, se noti) in caso di esposizione prolungata o ripetuta (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun’altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H373 Può provocare danni agli organi (o indicare tutti gli organi interessati, se noti) in caso di esposizione prolungata o ripetuta (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun’altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H400 Molto tossico per gli organismi acquatici

H410 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata

H373 Può provocare danni agli organi (o indicare tutti gli organi interessati, se noti) in caso di esposizione prolungata o ripetuta (indicare la via di esposizione se è accertato che nessun ’altra via di esposizione comporta il medesimo pericolo)

H400 Molto tossico per gli organismi acquatici

H410 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata

- non devono contenere additivi a base di piombo, cadmio, cromo esavalente, mercurio, arsenico, bario (escluso il solfato di bario), selenio, antimonio.

Il legno impregnato in autoclave (classe utilizzo 4) non è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM)

L’applicazione rigorosa dei Criteri Ambientali Minimi nel settore giochi e arredo urbano ha portato i produttori a riconsiderare completamente il loro modo di lavorare. Fino a quel momento il legno di pino nordico impregnato in autoclave con sali anti muffa e anti marciume rappresentava la maggior parte della materia prima utilizzata. Seppure negli ultimi anni sono state tolte, o almeno diminuite, le percentuali di sostanze nocive tradizionalmente presenti negli impregnanti, fino ad oggi però non esistono impregnanti per il trattamento in autoclave che soddisfino i Criteri Ambientali Minimi ovvero non esistono impregnanti corrispondenti alle classi di utilizzo 3 (in ambiente esterno, sopra al terreno, esposto agli agenti atmosferici) e 4 (in ambiente esterno a contatto con il terreno e/o acqua dolce) secondo la EN 351-1:2007 e alla EN 335. Per questo motivo è sempre raccomandabile farsi dare le schede di sicurezza nel caso in cui qualcuno dovesse sostenere il contrario, per verificare che non siano contenute le sostanze riportate nel DM del 5 febbraio 2015.

Scheda di sicurezza di un impregnante prodotto da un leader mondiale di mercato

Trattamenti superficiali per il legno potrebbero essere una valida alternativa all’impregnante?

Esistono invece trattamenti superficiali per il legno, muniti di etichetta Ecolabel e/o conformi ai requisiti stabiliti dall’allegato alla Decisione del 28 maggio 2014. Secondo Holzhof questa tipologia di prodotti è in disaccordo con la filosofia dei Criteri Ambientali Minimi: quella dell’economia circolare e della prevenzione dello spreco di risorse. Oltre a essere dispendioso per il metodo di applicazione e la necessità di ripetere il trattamento in intervalli regolari, è consigliabile raccomandare l’utilizzo di questi prodotti soltanto per articoli coperti come per esempio gazebi con tetti o casette, evitando che il legno trattato entri in contatto diretto con il suolo. Il motivo per cui alcuni trattamenti superficiali rispondono ai Criteri Ambientali Minimi è perché gli stessi non contengono sostanze “preoccupanti”, riducendo però purtroppo anche l’efficacia del trattamento finito. La realizzazione di prodotti in legno si compone di diverse fasi lavorative dall’abbattimento del tronco fino all’assemblaggio del prodotto finito e di conseguenza, utilizzare un trattamento che ne diminuisce notevolmente la durata, non può che essere uno “spreco”. Un’altra ragione contro l’impiego di legno impregnato o verniciato è lo smaltimento a fine vita: il legno impregnato infatti fa parte della categoria “rifiuti speciali” in quanto alcuni componenti contenuti negli impregnanti/vernici, come ad esempio il rame, non sono riciclabili.

Nel paragrafo seguente vi illustreremo le alternative ecocompatibili che permettono di non dover rinunciare al legno.

Quali materiali sono conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM)?

Holzhof è stata una delle prime aziende produttrici che hanno affrontato seriamente la sfida lanciata con l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi dimostrando di essere a favore di una giurisdizione che ha come obiettivo la tutela dell’Ambiente nel quale viviamo. Ci si augura ora che produttori e consumatori comincino a prendere sul serio la questione utilizzando i materiali alternativi dei quali si parlerà in seguito:

La Robinia

L’alternativa naturale al pino impregnato è la robinia (link alla pagina robinia pseudo acacia). Questa pianta a km “zero” cresce in abbondanza in tutta l’Europa; il suo legno è molto elastico e resistente agli improvvisi cambi climatici. E’ una delle specie legnose più dure e resistenti dall’attacco di funghi, insetti e batteri esistenti sul nostro continente – classe di durabilità 1 /2 (Molto durabile/ Durabile) secondo il punto 5.2 della EN 350:2016 – e non richiede trattamenti per l’impiego all’esterno. Inoltre questo legno può essere impiegato per la classe di utilizzo 4 (in ambiente esterno a contatto con il terreno e/o acqua dolce) secondo la EN 351-1:2007 e alla EN 335.

Alluminio – leggero e resistente alla corrosione

Un’altra strada che Holzhof ha scelto di intraprendere, per poter offrire ai propri clienti una vasta gamma di prodotti rispondenti ai Criteri Ambientali Minimi, è quella dell’utilizzo dell’alluminio come struttura portante delle nostre attrezzature ludiche. La materia prima per la produzione dell’alluminio è presente in abbondanza e il prodotto finito in alluminio è molto facile da riciclare grazie ad una temperatura di fusione bassa che si aggira intorno ai 660 °C. L’alta resistenza alla corrosione lo rende inoltre particolarmente idoneo all’installazione in vicinanza del mare.

La plastica riciclata può fare parte degli acquisti verdi?

La plastica riciclata rappresenta una valida soluzione per lo sviluppo di arredo e giochi per parchi gioco. In genere si distingue fra polietilene a stampaggio rotazionale, la plastica seconda vita e i pannelli in polietilene.

Polietilene è molto facile da riciclare dopo l’utilizzo, richiede pochissima manutenzione e ha una durata assai lunga. Holzhof possiede oltre 80 stampi per lo stampaggio rotazionale del materiale plastico prediligendo questo tipo di componenti per l’ottima finitura delle superfici, l’alta resistenza alla corrosione e la stabilità dimensionale. I Criteri Ambientali Minimi stabiliscono che i semilavorati prodotti con tecnologia a stampaggio rotazionale debbano contenere minimo il 30% di materia riciclata. I componenti rotazionali fatti realizzare da Holzhof contengono in media dal 50 al 60% di prodotto riciclato.

Ancora maggiore è la percentuale di plastica riciclata nella plastica seconda vita che Holzhof utilizza per la realizzazione dei componenti che vengono utilizzati per i prodotti di arredo. Questi profili possono contenere fino al 100% di plastica riciclata ma, in certi casi, necessitano di un’anima in acciaio per mantenere la stabilità e la finitura delle superfici rimane meno liscia del polietilene a stampaggio rotazionale. Questo tipo di prodotto contribuisce, grazie all’altissima percentuale di materia post consumo, ad alleggerire la quantità di rifiuti presenti nelle discariche.

I pannelli in polietilene appartengono a una terza categoria di semilavorati in plastica. Trovano impiego come parte strutturale (per esempio pedane) delle strutture ludiche e soprattutto come pannelli dei giochi statici. Hanno un ottima durabilità, mantengono i colori e sono ideali per la personalizzazione con fresature. Sono ritenuti conforme al DM 5 febbraio 2015 in presenza di una percentuale di almeno 50% di materia plastica riciclata.

Come posso essere sicuro che il materiale offerto corrisponde ai Criteri Ambientali Minimi (CAM)?

C’è ancora molta confusione sul tema dei Criteri Ambientali Minimi, in merito alla corretta applicazione degli stessi e alla tipologia di materiali che veramente corrispondono alle direttive del decreto. I dubbi si concentrano soprattutto sul legno. E’ necessario fare attenzione che il prodotto offerto sia realmente di origine ecosostenibile, realizzato in legno riciclato e/o legno proveniente da boschi/ foreste gestite in maniera sostenibile. In questo caso è necessario che lo stesso sia in possesso di certificazione FSC o PEFC e che venga dimostrata la cosiddetta “catena di custodia” ossia la provenienza dello stesso, attraverso i documenti commerciali che accompagnano il prodotto. E’ consigliabile pertanto verificare che sia il DDT che la FATTURA riportino le apposite dichiarazioni relative alla certificazione dei vari prodotti oggetto della fornitura. Un’ulteriore verifica invece andrà fatta sul sito FSC o PEFC per controllare che il fornitore sia veramente in possesso della certificazione FSC o PEFC, che lo stesso sia ancora in vigore e l’elenco delle essenze che lo stesso può vendere come “certificate”. Di seguito i link dove è possibile effettuare detta ricerca:

https://info.fsc.org/certificate.php

https://www.pefc.org/find-certified

Esiste anche il caso in cui il commerciante/rivenditore non sia certificato ma può vendere prodotti certificati FSC o PEFC, in quanto acquistati da altra azienda produttrice in possesso di regolare certificazione e venduti senza alcuna lavorazione aggiuntiva. In questo caso il cliente finale può comunque richiedere al proprio fornitore copia dei documenti che hanno accompagnato il prodotto durante tutto il ciclo di vita (dalla materia prima in poi), ricostruendo la cosiddetta “catena di custodia”.

Come constatato in precedenza, nessun impregnante per legno, in grado di garantire una durata a “lungo termine”, è privo delle sostanze classificate come “preoccupanti” che, secondo i Criteri Ambientali Minimi (CAM), non devono venire a contatto diretto con gli utilizzatori del prodotto. Nel caso in cui venisse offerto legno impregnato con dichiarazione di conformità ai Criteri Ambientali Minimi sarà necessario farsi consegnare la scheda si sicurezza del prodotto impregnante per verificare quali siano le sostanze contenute. Sarà necessario anche appurare che eventuali trattamenti superficiali (vernici e altro) siano certificati Ecolabel, come richiesto dai Criteri Ambientali Minimi.

Nel decreto 5 febbraio 2015 si legge: “Gli articoli di plastica o i semilavorati di plastica di cui sono composti, debbono essere costituiti prevalentemente in plastica riciclata, ovvero in una percentuale minima del 50% in peso rispetto al peso complessivo della plastica impiegata. Nei casi di utilizzo de semilavorati (esempio gli scivoli dei parchi gioco) che possono essere prodotti solo con la tecnologie a “stampaggio rotazionale”, il contenuto di plastica riciclata minimo in tali semilavorati può essere del 30%, considerato rispetto al peso complessivo del manufatto medesimo”. Di conseguenza sarà necessario chiedere prova al produttore e/o offerente del manufatto, in merito alla percentuale di materiale plastico riciclato contenuto nel prodotto.

La questione della pavimentazione anti trauma pone tutti i produttori di giochi davanti a un grande problema. I Criteri Ambientali Minimi prevedono l’utilizzo di materiali anti trauma naturali sfusi come ad esempio la sabbia, il ghiaino, la corteccia, trucioli di legno ecc. Le piastre realizzate in gomma o la miscela di gomma e resina stesa al momento (colato di gomma), non sono ammessi. Anche nel caso in cui le piastre, come quelle fornite da Holzhof, contengano granulato di gomma derivante da pneumatici usati, non potrebbero essere posizionate in un parco giochi nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi. Così pure anche le resine, che fanno da legante del granulato utilizzato per la realizzazione del pavimento anti trauma in colato, contengono in ogni caso le sostanze classificate come “preoccupanti”.

 

Esempi di materiali ad assorbimento di impatto comunemente utilizzati, profondità e corrispondenti altezze massime di caduta libera (estratto dalla UNI EN 1176-1:2018 punto 4.2.8.5.2)

E’ consigliabile chiedere sempre una dichiarazione di rispondenza ai Criteri Ambientali Minimi nella quale il fornitore dichiara esplicitamente di conoscere il DM del 5 febbraio 2015 in tutte le sue parti e di averne applicato il contenuto per la parte di propria competenza.

Recentemente la percezione della necessità di creare prodotti ludici adatti a tutti gli utenti, è aumentata molto. Soprattutto le stazioni appaltanti chiedono sempre più spesso, nelle gare di appalto, attrezzature inclusive e anti trauma rispondenti ai Criteri Ambientali Minimi. Per quanto riguarda l’anti trauma, i Criteri Ambientali Minimi prevedrebbero l’utilizzo di materiale naturale sfuso. Ma ci chiediamo come potrebbe fare ad accedere al gioco un bambino in sedia a rotelle o con gravi problemi motori, qualora fosse presente un anti trauma di questo tipo? A seguito di una consultazione con il ministero responsabile, si è arrivati alla conclusione che, in questi casi, è possibile ricorrere alla pavimentazione anti trauma in gomma mettendo in primo piano il diritto al gioco dei bambini diversamente abili rispetto alla corretta applicazione delle direttive sull’ anti trauma.

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